
Candela ricorda lo scudetto: "Fu pura follia, Capello accorse subito"
Vincent Candela torna indietro nel tempo con la nostalgia di chi ha vissuto momenti irripetibili. L'ex laterale sinistro della Roma, protagonista assoluto dello storico scudetto conquistato nella stagione 2000-01, ha concesso un'intervista al Messaggero per rievidicare quell'avventura straordinaria che ancora oggi emoziona i tifosi giallorossi. Quando l'arbitro Braschi ha fischiato il termine dell'ultima partita, liberando urla di gioia in tutta la Capitale, Candela si è ritrovato immerso in un caos organizzato di emozioni pure. «Fu davvero una follia», confessa il francese, ricordando come migliaia di persone invadessero istantaneamente il terreno di gioco, trasformando lo stadio in un'oceano umano di bandiere giallorosse. L'esterno, in quel momento strategico, si era posizionato ai margini del campo, consapevole dell'importanza storica di quello che stava accadendo. Quella scena, ancora oggi vivida nella memoria, rappresenta il simbolo della fame repressa di una piazza che aspettava il tricolore da ben 18 anni. Ma l'aneddoto più affascinante riguarda quello che accadde dopo i fischi finali. Candela decise di estendere le celebrazioni oltre lo stadio, cercando di coinvolgere uno dei grandi protagonisti della stagione: Fabio Capello. «L'ho invitato a venire a festeggiare da Montella», rivela sorridendo. La risposta dell'allenatore fu immediata e scontata: «disse subito di sì», ricorda Candela con tono affettuoso. Quest'episodio testimonia il legame profondo che si era creato tra l'allenatore e la squadra durante quella annata memorabile. Capello aveva trasformato la Roma in una macchina organizzata e vincente, implementando una mentalità vincente che mancava da diciotto lunghi anni. Oggi, a distanza di più di due decenni, questi racconti mantengono intatta la loro magia. Candela rappresenta una generazione di giocatori che ha saputo trasformare la sofferenza della piazza in gioia collettiva, creando un'eredità ancora oggi celebrata nei cuori romanisti. Quell'impresa resta il riferimento massimo per chiunque indossi il giallorosso.
Fonte: Giallorossi.net