
Capello celebra i campioni del '99: il ricordo del tricolore che ancora brucia
Sono passati venticinque anni, ma per chi ama la Roma quel 17 giugno del 1999 rimane inciso nel cuore come se fosse accaduto ieri. Fabio Capello, l'artefice di quel capolavoro tattico e umano, torna indietro con la memoria per celebrare coloro che portarono il tricolore giallorosso nel Lazio dopo un'attesa interminabile. Dall'austero Aldair, difensore monumentale che incarnava l'essenza della solidità difensiva, fino al talentuoso Zebina sulla destra: ogni volto, ogni maglia, ogni gesto tattico rivive negli occhi di chi quella Roma l'ha costruita e diretta. Non era semplicemente una squadra, bensì un'orchestra perfettamente sincronizzata, dove ogni elemento sapeva esattamente quale fosse il proprio compito nella sinfonia giallorossa. Ma nel ricordo di Capello c'è spazio particolare per colui che rese tutto possibile: il Presidente Franco Sensi. Un ringraziamento sentito, quasi emozionato, verso colui che ebbe la visione, il coraggio economico e soprattutto la pazienza nel permettere a una progettualità così ambiziosa di materializzarsi. Sensi non era semplicemente un proprietario: era un tifoso che aveva messo la sua passione e le sue risorse al servizio del sogno collettivo. A un quarto di secolo da allora, la Roma ancora insegue quell'orizzonte. Quel trofeo rimane l'ultimo, e la nostalgia per quel periodo si mescola inevitabilmente con una certa frustrazione nel contemplare il vuoto successivo. Gli anni che hanno seguito hanno portato altre gioie europee, competitività costante, ma non il coronamento massimo. Capello, attraverso il suo omaggio, non solo racconta una storia già nota ai tifosi romanisti, ma riaccende una fiamma: quella della consapevolezza che la Roma è capace di grandi imprese quando tutti i fattori si allineano. Una lezione di storia che suona come un invito alla speranza per il presente e il futuro.
Fonte: RomaNews.eu