
Douvikas non si sbilancia: "Giudicare Roma e Como ora è prematuro"
Tasos Douvikas, protagonista della sorprendente stagione del Como, ha preferito mantenere una certa cautela quando interrogato sugli equilibri che stanno caratterizzando questo campionato italiano. L'attaccante greco, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha voluto evitare giudizi affrettati riguardo alle reali possibilità che Roma e la stessa squadra lombarda possono vantare nella rincorsa verso il vertice occupato dall'Inter. In un momento della stagione in cui molti addetti ai lavori iniziano già a delineare i possibili scenari futuri, Douvikas ha dimostrato una saggezza tattica, sottolineando come sia ancora troppo prematuro esprimere valutazioni definitive sulle gerarchie calcistiche. Una prudenza che riflette l'esperienza di un professionista che conosce bene quanto il campionato sia lungo e quanto le carte in tavola possano essere rimescolate nei mesi a venire. Per quanto riguarda la Roma, le ambizioni giallorosse restano intatte nonostante le difficoltà incontrate sinora. La squadra di Juric dispone di una rosa competitiva e ha dimostrato di poter competere contro chiunque, soprattutto quando riesce a mantenere compattezza tattica e concentrazione. I progressi difensivi guidati da Ndicka rappresentano una delle fondamenta su cui costruire una risalita credibile. A proposito del difensore francese, Douvikas ha riconosciuto pubblicamente la qualità dell'ex Eintracht. Ndicka è stato spesso citato come uno degli ostacoli più complessi da superare durante gli scontri diretti, grazie alle sue capacità di lettura del gioco e alla sua fisicità. Un complimento che evidenzia come il centrale romanista stia effettivamente guadagnando considerazione nell'ambiente calcistico italiano. La dichiarazione del greco del Como, sebbene volutamente evasiva, racconta di un campionato ancora tutto da scrivere, dove le sorprese non sono escluse e dove squadre come Roma e la stessa formazione comasca potrebbero ancora dire la loro nel prosieguo della stagione. Una lezione di umiltà sportiva che farebbe bene a molti commentatori affrettati.
Fonte: RomaForever