Giovanni Malagò torna a parlare di sé e del suo legame indissolubile con i colori giallorossi, una passione che affonda le radici nell'infanzia e che ha accompagnato la sua vita professionale fino ai vertici dello sport italiano. In un momento in cui molti tendono a nascondere o minimizzare le proprie origini una volta raggiunte posizioni di rilievo, l'ex numero uno del CONI sceglie la strada della trasparenza e dell'onestà intellettuale. "Non c'è atteggiamento più disonesto che rinnegare quello che siamo stati e da dove veniamo", afferma con convinzione Malagò, ribadendo con forza che la sua romanità rappresenta una parte autentica della sua identità. Tuttavia, l'ex presidente tiene a precisare un concetto fondamentale: durante i suoi tredici anni alla guida dell'ente olimpico nazionale, ha sempre mantenuto una linea rigorosamente istituzionale, consapevole delle responsabilità e dei doveri che quella carica comportava. Questa dichiarazione assume un significato particolare nel contesto delle dinamiche che caratterizzano il calcio italiano, dove spesso i vertici dirigenziali si trovano a gestire conflitti di interessi e pressioni legate alle proprie simpatie personali. Malagò sembra voler tracciare una distinzione netta: essere romanista di cuore non significa tradire i principi e le norme che reggono un'istituzione di importanza nazionale. Per i tifosi della Roma, le parole di Malagò rappresentano un riconoscimento di quella passione che lega migliaia di persone al club, una passione che non può e non deve essere cancellata per convenienza. Allo stesso tempo, l'enfasi posta sul rigore istituzionale riflette una concezione moderna della responsabilità pubblica, dove l'etica professionale non deve mai cedere di fronte alle preferenze personali. In un panorama dove le istituzioni dello sport italiano affrontano sfide importanti, questo messaggio di coerenza tra origine personale e dovere professionale potrebbe rappresentare un modello di riferimento. Malagò continua così a confermarsi come figura capace di bilanciare l'amore per i propri colori con il rispetto dei principi che governano le cariche pubbliche di rilievo.