La Roma si muove con pragmatismo sul fronte del mercato in uscita. Negli uffici di Trigoria si ragiona attorno al futuro di Artem Dovbyk, l'attaccante ucraino che nella scorsa stagione ha rappresentato una scommessa importante per il progetto tecnico giallorosso. Ora, con i nuovi vertici societari che affrontano il tema della sostenibilità economica, emerge uno scenario affatto scontato: la possibile cessione del numero 9. Secondo le prime valutazioni interne, il club avrebbe individuato una cifra di partenza, un soglia minima al di sopra della quale la trattativa potrebbe concretizzarsi. Si parla di un importo che consentirebbe a Trigoria di registrare una plusvalenza a bilancio, trasformando così una operazione di mercato in uno strumento di risanamento finanziario. Una pratica sempre più comune nei grandi club europei, dove il Fair Play Finanziario impone scelte talvolta sofferte. Dovbyk rappresenta comunque un investimento significativo compiuto dalla precedente gestione. L'attaccante arrivato da pochi mesi non ha ancora completamente conquistato il tifo romanista, pur dimostrando qualità tecniche indubbie e una fisicità importante per il campionato italiano. Cederlo significherebbe ammettere un errore di valutazione, ma anche riconoscere la necessità di ricalibrare il progetto sulla base di parametri economici più stringenti. La situazione evidenzia come la Roma continui a operare su un doppio binario: da una parte la ricerca dell'eccellenza sportiva, dall'altra la rigorosa gestione del bilancio. I Friedkin hanno ereditato una società con situazioni complesse, e qualsiasi movimento in uscita deve essere funzionale al raggiungimento dell'equilibrio economico. Resta da capire quale squadra potrebbe interessarsi al centravanti ucraino alle cifre stabilite dalla Roma. Il mercato europeo offre alternative, anche se trovare acquirenti disposti a investire cifre importanti in questa fase della stagione non è semplice. Nel frattempo, Dovbyk continuerà a indossare la maglia giallorossa, consapevole che il suo futuro potrebbe essere scritto lontano dall'Olimpico.