Mile Svilar torna a casa da Milano con il riconoscimento che tutti i tifosi giallorossi attendevano: il premio come miglior portiere della massima serie italiana. Non è la prima volta che l'estremo difensore serbo scala il podio del Gran Galà del Calcio, anzi. La conferma arrivata ieri sera rappresenta il sigillo su una stagione straordinaria, quella in cui Svilar ha definitivamente cancellato ogni dubbio su quanto fosse giusto trasferire la fiducia della Roma interamente sulle sue spalle. Due riconoscimenti consecutivi non sono casualità, ma frutto di prestazioni costanti e di quel particolare istinto che contraddistingue i veri campioni nel ruolo. Il portiere della Capitale ha dimostrato di saper leggere le situazioni di gioco, di comunicare con la difesa e soprattutto di compiere quei miracoli che spesso fanno la differenza nei match equilibrati, quelli dove una parata può indirizzare l'intera stagione. Al momento della premiazione, Svilar ha mantenuto l'atteggiamento che lo caratterizza: umiltà e consapevolezza. Ha voluto riconoscere il valore degli altri portieri presenti in Serie A, quei colleghi che ogni domenica si contendono il ruolo di migliore della giornata. Un gesto di rispetto che testimonia la mentalità vincente che circola nello spogliatoio romanista. Ma ciò che più ha colpito è lo sguardo rivolto al futuro. Quando gli è stato chiesto dello scudetto, il serbo non ha cantato vittoria affrettata, bensì ha preferito il pragmatismo: passo dopo passo. È la filosofia giusta per una squadra che vuole lottare per i massimi obiettivi. Niente promesse vuote, solo il proposito di continuare a lavorare con dedizione. Per la Roma, avere un portiere della caratura di Svilar non è scontato. È un'ancora di salvezza psicologica per compagni e allenatore, quella figura che sa di poter contare su una presenza tranquillizzante alle spalle. In una stagione dove gli obiettivi sono ambiziosi, avere il miglior guardiano della Serie A in rosa rappresenta un vantaggio competitivo non trascurabile. Il Galà del Calcio ha solo ufficializzato ciò che chiunque segua il calcio italiano già sa.