Tegola per la Roma: Wesley out dai Mondiali, Ancelotti ripara con Ederson
Una brutta notizia per i giallorossi arriva direttamente dal Qatar, dove il mondiale sta per accendersi. Wesley, laterale difensivo di De Rossi, ha dovuto dire addio al sogno della competizione iridata dopo lo stop muscolare rimediato nell'ultima amichevole della selezione verdeoro contro l'Egitto.
Gli accertamenti strumentali hanno tracciato un quadro poco incoraggiante: lesione ai muscoli della coscia che non consente al giocatore di proseguire nel torneo. Una decisione saggia quella della federazione brasiliana, che ha preferito non rischiare di aggravare l'infortunio del proprio elemento su un palcoscenico così importante.
Per la Roma rappresenta comunque un'assenza significativa nel panorama internazionale, considerando che Wesley era uno dei giocatori giallorossi convocati per la massima competizione calcistica mondiale. La squadra di Trigoria perde quindi una pedina importante nel reparto difensivo nel momento in cui l'attenzione mediatica mondiale è catalizzata dal torneo.
Senza particolari indugi, Carlo Ancelotti ha provveduto a colmare il vuoto nella spedizione brasiliana chiamando Ederson, il difensore centrale milionario del Manchester City, accorciando così le distanze organizzative e garantendo un rimpiazzo di prestigio alla selezione sudamericana. Una scelta che testimonia come i migliori talenti mondiali continuino a essere scelti per l'evento clou della stagione calcistica.
Per il club capitolino, l'infortunio del suo giocatore apre riflessioni sia sul recupero che sui tempi di reintegrazione nella rosa competitiva. De Rossi e il suo staff medico dovranno gestire con accortezza il percorso riabilitativo del laterale nei prossimi giorni, sperando di recuperarlo al meglio per le fatiche di campionato che attendono la compagine giallorossa.
L'episodio sottolinea ancora una volta come il calcio internazionale esponga continuamente i giocatori a rischi fisici, specialmente quando gli impegni si moltiplicano nel calendario affollato delle competizioni moderne. Una lezione che la Roma conosce bene, avendo storicamente dovuto fare i conti con assenze di questo tipo nei periodi di pausa internazionali.
Fonte: Corriere dello Sport - Roma
