
Totti ripensa al tricolore: "Quel 2001 rimane il momento più straordinario"
Francesco Totti non dimentica. A un quarto di secolo di distanza da quella memorabile sera dell'estate 2001, il simbolo eterno della Roma ripensa al giorno che cambiò per sempre la storia del club capitolino, quando i giallorossi espugnarono Parma e issarono il tricolore per la terza volta nella loro gloriosa tradizione. Fu il 17 giugno 2001 quando il calcio romanista raggiunge l'apice della sua parabola, quando il Tardini di Parma divenne il teatro della consacrazione definitiva di una squadra straordinaria guidata da Fabio Capello. Quella notte, la Capitale esplose di gioia dopo quarant'anni di attesa, in un'epoca in cui ancora non esistevano i social network ma le piazze si riempivano comunque di persone esultanti per la festa più grande. Totti, allora ventiquattro anni appena compiuti, era già il fuoriclasse che avrebbe definito un'intera generazione romanista. Le sue dichiarazioni odierne risuonano cariche di nostalgia e consapevolezza: descrive quell'istante come l'apice dell'esperienza umana e sportiva, il momento assoluto dove il sacrificio si trasforma in gloria immortale. Ma le parole dell'ex capitano contengono anche un messaggio lanciato verso il presente, una speranza legittima che la Roma possa nuovamente assaporare l'ebbrezza del dominio italiano. È un appello implicito alla società, all'ambiente, ai tifosi: il tempo passa, le generazioni si susseguono, tuttavia il sogno rimane vivo e concreto. A distanza di venticinque anni, quella squadra del 2001 rimane un modello di eccellenza gestionale e sportiva. Giocatori come Totti, Batistuta, De Sanctis, Candela incarnavano una visione collettiva, un'idea di calcio aggregante. Oggi, con il club che attraversa una fase di ricostruzione, le parole dell'Imperatore giallorosso suonano come monito e incoraggiamento simultaneamente. La Roma sa che il prossimo Scudetto non arriverà domani, ma la memoria di quel giugno glorioso continua ad alimentare la fiamma della speranza. Finché questo fuoco arde nei cuori, il ritorno dello splendore resta possibile.
Fonte: RomaNews.eu