Il movimento organizzato della AS Roma non demorde e continua a battersi contro una problematica che affligge i sostenitori giallorossi da tempo: i divieti di trasferta che colpiscono i tifosi residenti nella capitale e nella provincia laziale. UTR e AIRC hanno nuovamente preso posizione in una questione che va oltre il semplice calcio, toccando questioni di principio e equità sportiva. Le due realtà rappresentative del tifo romanista denunciano una disparità di trattamento che non trova riscontri logici nella regolamentazione nazionale. Si tratta di un tema ricorrente che ha visto alternarsi momenti di tensione dialettica con le istituzioni preposte al controllo dell'ordine pubblico. I divieti, spesso motivati da ragioni di sicurezza, finiscono però per punire indiscriminatamente migliaia di appassionati che desiderano semplicemente supportare la propria squadra del cuore. La Roma merita tifosi presenti in ogni stadio d'Italia, e questa pratica di limitazione risulta oltremodo penalizzante per il tessuto sociale romanista. Non è accettabile che chi veste i colori giallorossi subisca restrizioni diverse rispetto ai supporter di altre società, generando così un precedente sgradevole di discriminazione. Le organizzazioni hanno chiesto un dialogo costruttivo con gli organi competenti per trovare soluzioni che garantiscano sia l'ordine pubblico che il diritto fondamentale dei tifosi a seguire la propria squadra. Si auspica un ripensamento complessivo di un sistema che, nel corso degli anni, ha creato più problemi di quanti ne abbia risolti. L'impegno di UTR e AIRC rappresenta una voce importante all'interno dell'universo romanista, portatrice di istanze legittime che meritano ascolto. La battaglia continua, con la speranza che il buonsenso prevalga e che i supporter della Roma possano finalmente godere degli stessi diritti garantiti agli altri appassionati di calcio italiano.