
Un quarto di secolo senza lo scudetto: la Roma attende il rilancio Friedkin
Sono passati venticinque lunghissimi anni da quando la Roma alzò al cielo lo scudetto tricolore. Era il 2001, l'epoca dorata dei Capitolini guidati da Fabio Capello, quando i giallorossi strapparono il titolo nazionale con una squadra costruita intorno ai talenti di Totti, Batistuta e De Sanctis. Da allora, il deserto agonistico della storia recente dei giallorossi ha rappresentato una cicatrice profonda nel cuore di ogni tifoso romanista. Oggi, a distanza di oltre due decenni, la piazza capitolina guarda con rinnovata speranza verso il nuovo corso societario. L'arrivo della proprietà americana Friedkin ha rappresentato una vera e propria ventata di speranza, portando con sé progetti ambiziosi e investimenti significativi. Eppure, le ambizioni rimangono ancora parzialmente irrealizzate, costringendo i supporter a mantenere un cauto ottimismo. La scelta tecnica più recente, quella di affidare la panchina a Gian Piero Gasperini, rappresenta una mossa tanto coraggiosa quanto affascinante. L'allenatore bergamasco, fresco di un'esperienza ultradecennale con l'Atalanta, porta con sé una mentalità vincente e una filosofia tattica moderna e aggressiva. Non è certamente una scelta conservativa, bensì un segnale deciso della volontà societaria di intraprendere un cammino radicale verso il ritorno ai vertici. Ma il cammino rimane irto di difficoltà. Costruire una squadra competitiva nel contesto attuale della Serie A, dove Napoli, Milan, Inter e Juventus continuano a rafforzarsi, rappresenta una sfida di proporzioni enormi. Gasperini avrà il compito titanico di elevare il livello qualitativo della rosa e trasformare i singoli talenti in un'entità collettiva capace di lottare seriamente per il tricolore. La pazienza dei tifosi, però, inizia a esaurirsi. Venticinque anni sono un'eternità nel calcio moderno. La base del tifo romanista merita di tornare a celebrare una vittoria del campionato, di sentire nuovamente risuonare gli inni della gloria attraverso le strade della Capitale. Friedkin, Gasperini e la nuova Roma hanno una responsabilità storica sulle spalle: ridare dignità a un grande club e cancellare, finalmente, questo lunghissimo digiuno.
Fonte: RomaNews.eu